Una tragedia sconvolgente ha segnato la notte in Italia, consumandosi nel silenzio delle ore più buie. Una scena drammatica, improvvisa, che ha spezzato più vite nel giro di pochi istanti e lasciato dietro di sé sgomento e incredulità.

Le prime immagini raccontano di urla, di una corsa disperata dei soccorsi e di un quartiere svegliato all’improvviso da un evento difficile anche solo da immaginare. Il dolore si è diffuso rapidamente, accompagnato da quella sensazione di impotenza che segue le tragedie più inspiegabili.

Chi era Anna Democrito
La 46enne viene descritta da colleghi e conoscenti come una donna tranquilla, riservata e profondamente religiosa. Nulla, nel suo comportamento quotidiano, lasciava presagire un simile epilogo. Eppure, scavando nel passato, emerge l’ombra di un disagio psichico: lievi disturbi che forse, nel silenzio della notte, sono esplosi in una disperazione incontenibile. La donna ha trascinato nel vuoto il figlio di 4 anni e il neonato di appena 4 mesi, entrambi morti sul colpo insieme a lei. Solo la figlia più grande, 6 anni, è sopravvissuta miracolosamente alla caduta e ora lotta tra la vita e la morte in Rianimazione dopo un delicato intervento.

I bimbi vestiti con abiti eleganti
La donna avrebbe vestito i bimbi con abiti eleganti, prima di buttarli giù dalla finestra. Quando i soccorritori sono intervenuti, aveva in mano un rosario.Secondo quanto si è appreso, al momento della tragedia il marito stava dormendo e non si è accorto di niente. Solo dopo avere sentito i rumori e non trovando nessuno è sceso in strada scoprendo cosa era successo. Un sopralluogo nell’appartamento è stato compiuto dalla pm della Procura Graziella Viscomi e dalla dirigente della Squadra mobile Rosaria Di Blasi insieme a personale della Polizia scientifica che ha effettuato i rilievi.
Era molto religiosa
Stando alle prime ricostruzioni, pare che la donna soffrisse di una lieve depressione che si sarebbe sviluppata in concomitanza con la nascita delle terza figlia. I vicini la descrivono come una persona tranquilla, schiva e molto religiosa. Dedita alle attività della vita parrocchiale.
L’uomo stava dormendo in un’altra stanza e non si sarebbe accorto di nulla finché alcuni rumori sordi provenienti dal cortile non lo hanno svegliato di soprassalto. Affacciatosi al balcone, ha visto l’abisso. Si è precipitato in strada in preda alla disperazione, trovandosi davanti ai corpi della moglie e dei figli: secondo le testimonianze citate da Calabria7, ha provato con tutte le sue forze a rianimarli, cercando di soffiare vita in quei corpicini immobili sul freddo asfalto, prima dell’arrivo del 118. Un tentativo eroico quanto inutile per tre di loro.
La Squadra Mobile e la Scientifica hanno passato al setaccio l’appartamento di via Zanotti Bianco per ore. Non sarebbero stati trovati messaggi d’addio, ma gli inquirenti, coordinati dal pm Graziella Viscomi, non hanno dubbi sulla natura volontaria del gesto. Resta da capire cosa abbia innescato il “corto circuito” nella mente di una madre fino a quel momento considerata da tutti premurosa e schiva
La donna lavorava in una Rsa. Il marito, già interrogato dagli agenti della squadra mobile e dalla pm Graziella Viscomi, era in casa al momento della tragedia. L’uomo, secondo quanto si è appreso, si è accorto di quanto è accaduto dopo essersi svegliato sentendo dei rumori. Sceso in strada – dove è stato poi raggiunto dai vicini – ha provato a rianimare i bambini prima dell’arrivo del 118. Sui corpi delle tre vittime è stata disposta l’autopsia, che sarà effettuata al Policlinico di Catanzaro.