Il giovane parla della famiglia, dell’amicizia con Marco Poggi e dei momenti difficili vissuti negli ultimi anni


«Perché sentiva e sente, forse ancora, l’idea di mettere nero su bianco i suoi pensieri e le sue emozioni?», chede Sallusti: «Per due motivi: io avevo diari che erano letteralmente dei diari, cioè le cose più importanti accadute giorno per giorno, però avevo anche degli scritti in cui magari mettevo delle riflessioni, mi sfogavo o che. Il punto è: quando tu scrivi comunque, è un po’ come diceva Luigi Tenco, che gli chiedevano, “Perché fai canzoni tristi?”, lui diceva, “Perché quando sono felice faccio altro”. Quindi, nei diari, io ho riversato magari le emozioni più negative, certo che se tu prendi quello hai solo un lato della persona».
Sul suo modo di elaborare pensieri e sentimenti, racconta l’abitudine a tenere diari personali: «Scrivere mi aiuta a elaborare emozioni negative. Quando dico “ho fatto cose inimmaginabili” nei miei appunti, mi riferisco a giornate di caos e riflessioni personali, non a crimini. Che nei miei scritti ci possano essere dei momenti in cui io dico che ho fatto delle cose di cui mi pento, o mi do delle colpe, o mi vergogno di qualcosa, ok, quello sicuro. È un po’ come fare una seduto dallo psicologo con sé stesso. Uno può prendere una cosa che ha fatto e vederla come una cosa orribile e poi magari un altro lo sente e dice: “Ma no, ma non era nulla di che”. Però è come la vivi tu in quel momento».

Alla domanda su Alberto Stasi ha cosi commentato: «Allora, che io pensi ad Alberto Stasi di per sé no. Ovviamente, il fatto che mettano in dubbio il fatto che lui possa essere innocente ti fa riflettere e dire: “Ok, e se mi trovassi in una stessa condizione?”. Io sto rischiando di andare verso quella condizione. Quindi ovviamente rifletti su questa cosa, non pensando direttamente a lui, ma pensando se dovesse capitare a me, vista la mia situazione, di ritrovarmi io magari in galera da innocente. Quindi quello ti stimola ovviamente delle riflessioni».
Riguardo alla sua spiritualità, Sempio conclude: «Non credo in Dio, ma sento una certa dimensione spirituale. Non frequento le religioni ufficiali, ma credo ci sia qualcosa di più grande».